L'incontro del 2002 a Trinindad del Comitato ISO per la Politica del Consumatore ha evidenziato l'argomento Responsabilità Sociale. Facendo seguito a ciò, il consiglio tecnico direttivo dell'ISO ha nominato uno speciale gruppo consultivo per lo studio e la formulazione di raccomandazioni su come l'ISO dovrebbe affrontare la responsabilità sociale. Conseguentemente al rapporto da questi emesso, il consiglio tecnico direttivo ha organizzato una conferenza sulla SR a Stoccolma nel giugno 2004, la quale a sua volta ha portato al "nuovo progetto di norma" nell'ottobre 2004, che ha opportunamente definito il percorso futuro.
Questa proposta per lo sviluppo di una norma guida sulla RS è stata messa ai voti tra i membri ISO ed approvata a gennaio 2005. E' importante comprendere che questa non sarà una norma di sistema di gestione, non conterrà nessun "requisito" e quindi non sarà adatta ad attività di valutazione e certificazione. E' stata volutamente ampliata dalla semplice responsabilità sociale d'impresa alla RS ed è pensata per essere applicabile a tutti i tipi di organizzazione. Il progetto è ora ben avviato e la pubblicazione della norma è attesa per la fine del 2008.
La modalità di sviluppo è atipica: invece di istituire un comitato tecnico nel modo convenzionale, il consiglio tecnico direttivo dell'ISO ha deciso di costituire un gruppo di lavoro per la RS, che riporta direttamente al consiglio tecnico direttivo. Questa decisione riflette la vastità del tema relativamente non ancora "maturo" ed il desiderio del consiglio tecnico direttivo di coinvolgere il più possibile sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo. Una caratteristica insolita del progetto è un memorandum d'intesa con l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO - International Labour Organization), che le conferisce uno status speciale nel processo di sviluppo.
Ad ogni Paese membro dell'ISO è permesso nominare un esperto nel gruppo di lavoro per ognuna delle 6 categorie di stakeholder accuratamente identificate: imprese, consumatori, lavoratori, governi, organizzazioni non governative e di servizio, supporto, ricerca ed altre organizzazioni. Inoltre, alcune organizzazioni collegate all'ISO possono nominare esperti nel gruppo di lavoro. Sono ammessi osservatori con regole molto rigorose che ne limitano la partecipazione e l'influenza.
Il gruppo di lavoro è organizzato in 6 task group, tre dei quali incaricati della redazione del testo mentre gli altri si occupano della raccolta di finanziamenti per i partecipanti al progetto e del coinvolgimento degli stakeholder, della comunicazione e dei processi operativi. Un gruppo di collegamento coordina il lavoro dei gruppi incaricati della redazione, seguendone l'assegnazione dei vari compiti redazionali. Un comitato di redazione raccoglie le bozze e ne garantisce chiarezza e coesione. Infine, un gruppo consultivo denominato Chair's Advisory Group assiste i co-presidenti nel pianificare le attività dei gruppi di lavoro.
Un'altra caratteristica significativa del progetto di sviluppo della ISO 26000 è quella del "gemellaggio" e dell' "equilibrio": il gruppo di lavoro ed ogni task group ha un presidente ed un co-presidente, un segretario ed un co-segretario selezionati in modo da garantire una rappresentanza bilanciata tra Paesi sviluppati ed in via di sviluppo, zone geografiche, stakeholder e sessi. I co-presidenti del gruppo di lavoro nominati dal consiglio tecnico direttivo provengono da Brasile e Svezia. Questo principio è portato avanti per mezzo di squadre create ad hoc ove necessarie. Di conseguenza, l'intero progetto è estremamente autocosciente da un punto di vista politico.
Gli esperti nominati sono i partecipanti attivi al gruppo di lavoro, all'interno del quale le decisioni sono prese mediante il consenso. La loro esperienza individuale è di fondamentale importanza nelle prime fasi del progetto, anche se agli enti membri - in quanto tali - sarà data in seguito la possibilità di votare durante le fasi consultive.
Ad oggi, il gruppo di lavoro si è riunito tre volte: a Salvador in Brasile, a Bangkok e Lisbona. Ovviamente i gruppi tecnici lavorano in remoto elaborando elettronicamente la maggior parte delle loro discussioni, redazioni e commenti.
La specifica di progetto ISO 26000 è stata concordata a Bangkok e costituisce le basi di tutto il lavoro successivo. Questo accordo sull'organizzazione dei contenuti della nuova norma ha permesso che la fase vera e propria di redazione avesse inizio. La sua struttura principale è la seguente:
A Lisbona sono stati discussi i punti chiave che erano stati individuati dalle migliaia di commenti sulla prima bozza di lavoro. Le decisioni prese hanno aperto la strada ad una seconda bozza di lavoro per l'autunno 2006.
Fin dall'inizio, la definizione di RS è stata al centro di numerosi dibattiti e per qualcuno la definizione potrà essere decisa solo dopo che la norma sarà stata scritta. Tuttavia, a seguito del dibattito a Lisbona, la seconda bozza di lavoro conterrà la seguente definizione di lavoro di Responsabilità Sociale:
‘Le azioni di un'organizzazione per l'assunzione di responsabilità circa l'impatto delle proprie attività sulla società e sull'ambiente, laddove queste azioni:
Questo testo è passato nella seconda bozza di lavoro, ma sarà sicuramente oggetto di commenti e revisione prima di essere finalizzato. Tuttavia, il senso ed il significato generale del termine Responsabilità Sociale, inizialmente piuttosto incerto, sta progressivamente diventando chiaro. La relazione tra RS e sviluppo sostenibile è tuttora in fase di discussione.
Altre sezioni del testo si trovano a diversi stadi di sviluppo. Il tema dell'identificazione e del coinvolgimento degli stakeholder è molto importante ed il punto di vista corrente è che non basterà trattarlo in un unico paragrafo, ma che sarà richiamato in più punti. Nella ricerca di stabilire quali siano i principi della RS, si è adottato l'approccio di trovare innanzitutto un accordo riguardo ai criteri su che cosa potrebbe configurarsi come un principio sostanziale (che si applica ai risultati) od operativo (che si applica alla natura e qualità di un processo). Questo dovrebbe permettere alla seconda bozza di lavoro di avere basi più salde di quanto avuto finora. Il gruppo di lavoro dovrà fare molta attenzione e non interpretare né alterare i principi promulgati da altre organizzazioni non ISO.
Queste ed altre questioni importanti restano ancora da discutere e risolvere prima che si possa passare ad una fase consultativa. E' importante che ai processi interessati sia concesso tempo sufficiente e che la norma emergente non incontri gravi obiezioni in fase di bozza internazionale di norma, il che potrebbe rivelarsi fatale per questo progetto pionieristico.
Già la dimensione stessa del gruppo di lavoro per la RS - a Lisbona ci stanno lavorando in 313 - presenta considerevoli sfide logistiche e di gestione, in particolare per l'organizzazione di incontri plenari. Molti partecipanti, la cui prima lingua non è l'inglese, trovano difficile seguire i dibattiti a causa della rapidità con cui sono condotti. Alcuni in ruoli direttivi hanno difficoltà nel farsi capire. E ancora: molti non hanno dimestichezza con i procedimenti delle norme ISO; molti aspiranti partecipanti non possono permettersi di partecipare o non hanno nessun ente di normazione nazionale alle loro spalle. C'è ancora molto da imparare su come un progetto ambizioso, che coinvolge interessi e contesti sociali così numerosi e diversi, possa essere organizzato e procedere efficacemente.
Nonostante le numerose e forse inevitabili frustrazioni, il progetto avanza. Il prossimo appuntamento importante è il quarto incontro plenario del gruppo di lavoro all'inizio del 2007 a Sydney, in Australia. Rispetto all'obiettivo ISO di un programma di sviluppo triennale, il progetto ha accumulato un ritardo di tre mesi.
L'influenza del Regno Unito sul progetto e sulla norma emergente è esercitata attraverso il comitato "omologo": il comitato tecnico SDS/1 del British Standard Institution e gli esperti da questi nominati. I sei esperti del Regno Unito sono incoraggiati a consultarsi il più possibile con le proprie rispettive categorie di stakeholder per verificare e confermare che i loro punti di vista siano ragionevolmente rappresentativi. Per quando si arriverà alla fase di bozza internazionale della norma è auspicabile che i singoli esperti saranno in grado di amalgamare le diverse posizioni degli stakeholder in una posizione nazionale per permettere le attività di voto.
Gli impatti per gli auditor non sono facilmente valutabili in questa fase e bisogna tenere a mente che non si tratta di una norma per sistemi di gestione o per scopi certificativi e che non conterrà alcun requisito auditabile. Gli audit interni che le organizzazioni potranno decidere di effettuare per confermare l'implementazione delle proprie politiche ed obiettivi richiederanno tuttavia che l'auditor ampli le proprie abilità per coprire aspetti sociali quali l'identificazione e la partecipazione degli stakeholder e la comunicazione.
Ulteriori informazioni
Il progetto ISO 26000 è altamente trasparente ed ulteriori informazioni preziose ed esaustive sono disponibili su due siti ISO:
- www.iso.org/sr: informazioni generali e pubbliche, newsletter, ecc.;
- www.iso.org/wgsr per tutti i documenti, rapporti operativi, ecc. del gruppo di lavoro RS (N.B. si tratta solo di documenti a fini informativi).
L'autore:
Dopo una lunga carriera nell'industria elettronica, Peter Houghton è ora consulente nel campo delle norme di gestione e rappresenta Intellect (l'associazione di categoria per l'industria hi-tech del Regno Unito) nel comitato SDS/1 del BSI . E' presidente del comitato tecnico QS/1 del BSI, Gestione per la qualità, e membro di numerosi altri comitati, tra cui ISO CASCO.