L'indagine ISO 2005

L'indagine annuale dell'ISO non rivendica essere assolutamente perfetta ma intende realmente fornire un quadro più chiaro del settore della certificazione a livello internazionale. Mentre nel 2005 un numero crescente di organizzazioni nei Paesi in via di sviluppo hanno ottenuto la certificazione ISO 9001 e 14001, i mercati più maturi stanno iniziando a mostrare i primi segni di declino. Pandita Louram indaga se questo sia l'inizio della fine per la certificazione o se sia semplicemente un segnale della necessità di ulteriore promozione ed innovazione?

L'indagine ISO vuole far luce sulle norme ISO sui sistemi di gestione per la qualità (SGQ) e sui sistemi di gestione ambientale (SGA) ed anche - per il secondo anno consecutivo - sui SGQ progettati specificamente per il settore delle apparecchiature medicali e quello automobilistico.

L'indagine del 2005 perlopiù mostra un quadro positivo per quanto concerne i numeri della certificazione. Ad un livello generale, la ISO 9001 emerge come una norma fortemente affermata per fornire assicurazione sulla qualità di beni e servizi nella relazione fornitore-cliente. Alla fine di dicembre 2005, almeno 776.608 certificati ISO 9001 erano stati emessi in 161 Paesi ed economie, con un incremento del 18% rispetto al 2004, quando il totale dei certificati era di 660.132 in 154 Paesi ed economie.

Questo trend non è limitato ai Paesi sviluppati. Nel corso del 2005, 13 Paesi in Africa (Guinea, Liberia e Togo) e nel Pacifico e 2 economie in transizione in Europa e nell'Asia Occidentale hanno adottato la certificazione ISO 9001 o ISO 14001. La Cina ha visto la crescita più alta con 143.823 certificati in totale.

La crescente preoccupazione tra le aziende circa l'impatto ambientale e la sostenibilità a lungo termine si riflette forse nell'interesse che sta crescendo incessantemente a livello mondiale nella certificazione ISO 14001. Alla fine di dicembre 2005, almeno 111.162 certificati ISO 14001 erano stati emessi in 138 Paesi ed economie, con un incremento del 24% rispetto al 2004, quando il totale dei certificati era di 89.937 in 127 Paesi ed economie. Il Paese che ha conosciuto la crescita maggiore è il Giappone, con 3.882 certificati emessi nel 2005.

L'indagine ha rivelato anche che c'è stato un notevole cambiamento nella tipologia di organizzazioni che cercano di ottenere la certificazione ISO 9001. Il 2005 è stato l'anno di crescita del settore dei servizi: circa il 33% dei certificati ISO 9001 ed il 31% di quelli ISO 14001 sono stati rilasciati ad organizzazioni appartenenti al settore dei servizi.

Nonostante il fatto che globalmente a livello internazionale la certificazione ISO 9001 sia in crescita, un'analisi Paese per Paese mette a nudo alcune differenze molto marcate rispetto alle indagini precedenti. Mentre le economie emergenti più forti, come la Cina e l'India, stanno sperimentando una crescita significativa, altri mercati più sviluppati hanno in realtà assistito al primo declino da quando le norme furono inizialmente introdotte. Anche se l'indagine per il 2005 ha mostrato una crescita globale nel numero di certificati, ciò non si è verificato in tutti i Paesi. Alcuni dei mercati più maturi - quali il Regno Unito, l'Australia e la Nuova Zelanda - hanno assistito ad una diminuzione nel loro numero.

Nonostante la ISO 9001 fosse valida fin dal giorno in cui è stata pubblicata in tutto il mondo - il 15 marzo 1987 - i Paesi l'hanno adottata in momenti molto diversi. Uno dei primi ad adottare la certificazione ISO è stato proprio il Regno Unito. Incidentalmente, nel 2005 il Regno Unito ha assistito al primo calo nei suoi certificati ISO 9001 passando da 50.884 a 45.612 unità. L'Australia e la Nuova Zelanda avvertono un calo analogo dal 2003: nel 2005 il totale dei certificati ISO 9001 in Australia è sceso del 2,6% da 17.365 a 16.922 e la Nuova Zelanda ha accusato un calo del 17,6% nel corso del 2005 passando da 2.632 a 2.170 certificati. Un andamento simile, ma meno pronunciato, si è verificato anche per la ISO 14001.

Il fatto che alcuni dei mercati che sono stati i primi ad adottare le norme ISO stiano mostrando un calo nel numero di certificati può essere una notizia inquietante per l'ISO e lo UKAS (United Kingdom Accreditation Service, l'Ente di Accreditamento britannico). Dopo tutto, questo potrebbe essere un segnale che i certificati, come qualsiasi altro prodotto, hanno un ciclo di vita limitato e che può esaurirsi. Potrebbe anche rispecchiare il dibattito corrente sull'aver reso la certificazione "un bene di consumo" e le preoccupazioni sulla svalutazione dei servizi offerti dagli organismi di certificazione stessi.

Il calo osservato nei mercati più maturi potrebbe non essere un'anomalia, ma in realtà prefigurare il destino futuro della certificazione a livello mondiale. Nonostante lo UKAS affermi di "non essere a conoscenza di nessuna ragione di fondo per questa flessione apparente" e persino che "senta sarebbe prematuro considerarlo come un trend", Alan Bryden - Segretario Generale dell'ISO - attribuisce questo calo nelle certificazioni ISO 9001 ad una serie di possibili cause:

  • aumento del numero dei certificati multi-sito;
  • incremento di certificazioni a fronte di norme specifiche di settore derivate dalla ISO 9001;
  • effetto di fusioni ed acquisizioni;
  • trasferimento di reparti produttivi ed altre attività imprenditoriali in altri Paesi;
  • possibile aumento nelle quote di mercato degli organismi di certificazione che non sono accreditati oppure accreditati da enti diversi da quelli che fanno parte dello IAF - l'International Accreditation Forum - e l'indagine ISO non comprende tali dati.

Nonostante non si possa mettere in discussione che la demografia della certificazione sia in evoluzione, la domanda più importante da porsi è se esista o meno un "tempo massimo di conservazione" per la certificazione ISO. In risposta ai risultati dell'indagine ISO, l'opinione espressa dallo UKAS è che "Le norme necessarie per soddisfare i requisiti della certificazione sono rigorose" e di conseguenza "è piuttosto probabile che giunga un tempo in cui il numero di organizzazioni che sono in grado di ottenere la certificazione richiesta - ma che devono ancora farlo - si ridurrà". Se questo fosse il caso, allora la ISO dovrà continuare ad innovarsi e ad offrire alle organizzazioni qualcosa a cui aspirare.

Comunque, sia lo UKAS che l'ISO stessi riconoscono che - in sostanza - l'indagine ISO cerca di colpire un bersaglio in movimento. Come spiega lo UKAS, è stato loro chiesto di "fornire i dati per contattare tutti gli organismi di certificazione accreditati UKAS per aiutare l'ISO a tracciare un quadro più accurato". Tuttavia, al momento la qualità e la quantità dei dati ricevuti si basa sulla cooperazione e la veracità degli istituti nazionali membri ISO, degli enti di accreditamento e degli organismi di certificazione. Non tutti forniscono dati di qualità e - in alcuni casi - non forniscono affatto alcun dato. Sebbene non si possa affermare di essere una scienza esatta, l'indagine ISO è - comunque - la migliore indicazione del progresso che sta avendo luogo nel mondo della certificazione.

Dite la vostra sulla certificazione ISO 9001 nel Regno Unito - e resto nel mondo - visitando il forum on line dell'IRCA per discutere tutti gli aspetti correlati alla certificazione.