La situazione della certificazione accreditata in Italia: alcuni spunti da AIOICI
I dati Sincert di fine Aprile 2007 riportano un elenco di 67 Organismi di Certificazione di Sistema accreditati: di questi uno ha totalizzato oltre 20.000 siti certificati, 3 oltre 10.000, 4 oltre 5.000, 11 tra 4 e 5.000; 36 sono sotto le 500 certificazioni e, di questi, 16 sono al di sotto delle 100.
Il totale dei siti certificati - oltre 123.000 - corrisponde a un volume di certificati inferiore del 33% poiché molti certificati si riferiscono a più siti.
L’84% del mercato si ripartisce tra 10 dei 15 Organismi associati ad AIOICI e gli 11 federati in CISQ, avendo AIOICI la preponderanza sia come numero di siti che di certificati.
Il mercato della certificazione di sistema appare in crescita (+ 7,3% rispetto ad Aprile 2006) anche se non più con i ritmi del passato e va notato che l’88,6% è costituito dalla ISO 9001 (2,4 punti in meno dal 2006) mentre sale al 8,58% la ISO 14001 (circa 1,5 punti in più dal 2006).
Tutti gli altri schemi messi assieme valgono al momento meno di 2.700 certificazioni (meno del 2,5% del totale).
La crescita degli Organismi accreditati è stata di una unità nel recente anno.
Guardando con occhio critico al Sistema italiano possiamo formulare alcune considerazioni che, se lette in negativo, costituiscono punti di debolezza, ma che in realtà ragionando in modo costruttivo possono rappresentare aree di miglioramento in un percorso di eccellenza:
- Il settore dell’accreditamento ormai da anni è in attesa di un assetto definitivo dell’Ente unico auspicato dall'Unione Europea (esso dovrebbe raggruppare Sincert, Sinal e Sit) ma la cosa non si sa quando potrà funzionare compiutamente.
- L’attuale Sistema non limita la possibilità di proliferazione degli Enti di Accreditamento e quindi di fatto minaccia l’unicità dell’Ente; non esiste una legge dello Stato che imposti le regole generali dell’organizzazione del Sistema e, pur permettendo la libera concorrenza tra gli Organismi di Certificazione, controlli l’operato di tutti attraverso un unico Ente superiore.
- Sincert è un organismo che si autosostiene, registrando ogni anno robusti avanzi di gestione e accumulando riserve, ma il sostentamento deriva da una sola categoria dei suoi stakeholder attraverso i proventi dell’attività di accreditamento; pur svolgendo Sincert a favore della collettività un'importante funzione, lo Stato non lo sostiene, se non attraverso la presenza di suoi funzionari agli organi dell’Associazione. L’unicità della fonte di sostentamento costituisce un elemento di vulnerabilità, poiché la componente molto importante dei ricavi derivante dagli Organismi che dispongono di accreditamenti esteri e che quindi potrebbero fare a meno di un accreditamento Sincert, potrebbe anche venire a mancare improvvisamente.
- L’attività di un certo numero di Organismi di Certificazione che sviluppano attività insufficienti per garantire il loro sostentamento costituisce un problema per il Sistema: la guerra tariffaria da questi indotta provoca un abbassamento generale dei livelli qualitativi del servizio reso e il rischio di concessione troppo indulgente di certificazioni. Questi Organismi dovrebbero essere supervisionati da Sincert molto strettamente fino al raggiungimento della necessaria robustezza.
- Nelle attività di verifica in Italia si va configurando un intreccio sempre più robusto tra le attività della sfera volontaria e quelle della sfera cogente: ai valutatori si richiede di addentrarsi sempre di più negli aspetti di “compliance” legale dei soggetti sottoposti ad audit. Per questo fine Sincert agisce verso gli Organismi di Certificazione attraverso l’emissione di Regolamenti Tecnici (una ventina di RT) che in certi casi aggiungono requisiti nuovi rispetto ai contenuti volontaristici delle norme. La funzione originaria dei valutatori si va di fatto snaturando e assumendo connotati e responsabilità di incaricato di pubblico servizio.
- Gli RT sono una peculiarità del Sistema Italiano, concepiti forse anche per avvalorare l’immagine di un livello di eccellenza dell’accreditamento nazionale, di fatto costituiscono una distorsione del principio “no more no less” che dovrebbe essere il cardine dei Multi Lateral Agreement. Gli Organismi che operano in Italia sulla base di accreditamenti esteri finiscono per competere in modo agevolato nei confronti di quelli accreditati da Sincert. La libera circolazione dei servizi in Europa non deve tradursi in una violazione dei principi della leale concorrenza. Gli RT, se proprio debbono esistere, debbono essere condivisi e applicati internazionalmente anche per non correre il rischio di costituire barriera tecnica.
- La percezione del valore della certificazione non è buona: la maggior parte delle organizzazioni certificate concepisce di fatto il certificato come un “pezzo di carta” (o un fastidio necessario) da acquisire al minor prezzo, in questo incoraggiate anche da una pletora di consulenti di bassa lega che lucrano sulla insufficiente cultura delle normative da parte dei loro malcapitati clienti. Per migliorare questa situazione occorre mettere mano all'intera filiera che inizia dall'informazione/formazione, prosegue con la consulenza e giunge alla certificazione per poi entrare nel ciclo del miglioramento continuo. Mentre il mondo della certificazione è controllato dal meccanismo dell’accreditamento, la formazione e la consulenza sono quasi del tutto prive di controlli ed è forse il momento di farne nascere.
- La collaborazione tra il mondo della consulenza e mondo della certificazione, che deve esistere per una crescita reciproca di conoscenze, non deve sfociare in una malsana collusione: oggi spesso i consulenti propongono agli Organismi di Certificazione pacchetti interi di loro clienti, manovrandone il passaggio da un organismo all'altro alla ricerca di commissioni che vanno a tutto danno della qualità del servizio.
- Organismi di Certificazione ed Enti di Accreditamento debbono usare esclusivamente valutatori qualificati; al fine di assicurare comportamenti e interpretazioni omogenee tutti i valutatori dovrebbero essere certificati da Organismi di Certificazione del personale a loro volta controllati da Enti di Accreditamento firmatari di un MLA; in alternativa si potrebbero istituire meccanismi di peer assessment.
- Chi svolge attività di valutatore deve essere gestito dall’organizzazione che lo impiega con regole analoghe a quelle che si adottano per la calibrazione della strumentazione e quindi, in caso di errore, riconsiderando e valutando le situazioni che in passato potrebbero essere state affette dalle sue carenze. La cosa è specialmente importante per coloro che svolgono attività per gli Enti di Accreditamento.
Va detto che al di là delle considerazioni fatte il Sistema nazionale non è particolarmente peggiore di quello internazionale: l’Italia è tra i primi paesi del mondo per la certificazione .
Quello che occorre ora è far aumentare la percezione del valore aggiunto che una certificazione accreditata può dare all'organizzazione che la richiede e far capire l’importanza del marchio che la rilascia.
In questa ottica è importante che tutti gli stakeholder del Sistema si adoprino per diffondere la cultura dell’attività delle terze parti indipendenti e alzare il livello di qualità delle prestazioni, anche a costo di scremare il mercato.