Certificazione ONU per la bioenergia

Le Nazioni Unite hanno svelato le linee guida per affrontare l'industria della bioenergia che è in rapidissima crescita e - avvisa l'ONU - potrebbe minacciare la disponibilità di forniture adeguate di cibo.

Proprio mentre i ministri dell'ambiente e dello sviluppo di tutto il mondo si accingevano ad incontrarsi per la commissione dell'ONU sullo sviluppo sostenibile, UN-Energy ha diffuso il proprio rapporto "Energia sostenibile: un quadro di riferimento per i governanti".

Una delle raccomandazioni di UN-Energy è che dovrebbero essere evitate quelle colture che richiedono un alto apporto di energia fossile - come i fertilizzanti convenzionali - e terra agricola di qualità.

Ammonisce inoltre che coltivazioni di energia sostenibile potrebbero avere un impatto negativo ove queste vadano a sostituire le foreste primarie, causando un elevato rilascio di carbonio dal suolo e dalla biomassa forestale, il che annullerebbe qualsiasi beneficio dai biocombustibili per interi decenni.

Il rapporto annuncia la creazione di un programma internazionale di certificazione bionenergetica, comprendente anche la certificazione dei gas serra, per assicurare che i prodotti soddisfino le normative ambientali "lungo tutto il percorso dai campi alle taniche di carburante".

I biocombustibili - energia spremuta da tutti i tipi di materia vegetale, quali canna da zucchero, mais, olio di semi di colza - bruciano in modo più pulito e la loro popolarità sta crescendo molto velocemente in tutto il mondo, tra gli alti prezzi del petrolio e la lotta al surriscaldamento globale.

UN-Energy rivela che la produzione mondiale dei biocarburanti è raddoppiata negli ultimi cinque anni ed è probabile raddoppi ancora nei prossimi quattro. Lo scorso marzo USA, Cina, India, Brasile, Sudafrica e la commissione europea hanno annunciato la creazione di un forum internazionale per i biocombustibili, volto ad aumentarne su scala mondiale produzione ed uso.

Il Brasile è il primo produttore al mondo di etanolo da canna da zucchero, mentre gli USA detengono lo stesso primato per il mais: insieme costituiscono il 70% del mercato globale.

Gustavo Best, coordinatore senior per l'energia alla FAO, ha affermato in una conferenza stampa che le raccomandazioni erano necessarie perché l'intero settore è "così veloce, così disorganizzato e così disinformato".