Intervista in 60 secondi:
Tim Inman, Direttore Generale di ABCB

Tim Inman

E' dal 1984 che l'ABC, l'Associazione degli Organismi di Certificazione Britannici, si batte per i propri associati: da quando il Ministero del Commercio e dell'Industria - ora chiamato Ministero per il Commercio, le Imprese e la Riforma di Regolamentazione - propose che gli organismi di certificazione si associassero per partecipare in modo collettivo al Consiglio Nazionale britannico per l'Accreditamento (il National Accreditation Council).

Nel 1992 l'Associazione ha assunto la denominazione attuale e nel 1996 è diventata una società a responsabilità limitata. E' riconosciuta dal governo, dallo UKAS (l'ente di accreditamento del Regno Unito) e da moltissime organizzazioni come la principale associazione britannica per gli organismi di certificazione di terza parte accreditati UKAS.

Quali sono le campagne ed i progetti principali dell'ABCB per quest'anno?

Tim Inman: L'ACBC fa due cose: ci attiviamo in risposta a temi particolari sollevati dai nostri associati e ci occupiamo anche di quelli che chiamerei "temi istituzionali", nell'ambito dei quali affrontiamo problematiche che potrebbero sorgere per i nostri associati.

Al momento sono attive due campagne: il tema principale è la nuova norma di accreditamento - la ISO/IEC 17021 - che sarà finalmente implementata entro il 15 settembre di quest'anno. Stiamo lavorando con gli enti di accreditamento per creare una corretta comprensione tra gli enti di accreditamento e gli organismi di certificazione nostri associati riguardo i requisiti di questa norma particolare.

Quali sono le possibili implicazioni della ISO/IEC 17021?

Tim Inman: Dipende da come è applicata dagli enti di accreditamento: le implicazioni sono probabilmente un aumento significativo dei costi delle certificazioni ed anche problemi nel soddisfare i requisiti estremi di competenza degli auditor che sono attualmente richiesti da enti di accreditamento quali lo UKAS.

Cosa intende per "estremi"?

Tim Inman: Richiedono che ogni auditor diventi un esperto tecnico nel settore in cui fa audit. Non si dedicano alla competenza su come effettuare un audit, ma richiedono che l'auditor abbia una profonda conoscenza della prassi corrente o dell'organizzazione oggetto di audit, il che è davvero piuttosto irragionevole e non necessario.

Non vede nessun pregio in questo approccio? Perché ritiene che lo UKAS imponga questi requisiti?

Tim Inman: A dire il vero, è la loro interpretazione. Interpretano la norma in questo modo e noi non siamo d'accordo con la loro interpretazione. Sono volate lettere in entrambi i sensi tra le due organizzazioni. All'ultimo incontro dello IAF - l'International Accreditation Forum - tenutosi l'ottobre scorso a Sydney, Australia, lo UKAS ha cercato di ottenere il supporto dallo IAF e non c'è riuscito: è da allora che ci sono discussioni e dibattiti continui.

Pensa che il governo britannico abbia fatto abbastanza per promuovere la certificazione accreditata?

Tim Inman: Ottima domanda. Probabilmente non fanno mai abbastanza. Lo UKAS sta lavorando alla promozione della certificazione accreditata con il sostegno del governo, ma credo che uno dei problemi sia questa costante riorganizzazione all'interno di quello che era conosciuto come Ministero del Commercio e dell'Industria: ora è il Ministero per l'Innovazione, le Università, i Mestieri e le Professioni e non sono del tutto convinto che siano in grado di dare un impulso alla certificazione accreditata. Comunque, anche in questo caso, ci stiamo lavorando perché è importante che il governo sia convinto e partecipe.

In quali modi state lavorando con loro?

Tim Inman: Si tratta in realtà di organizzare degli incontri faccia a faccia. Tra pochi giorni avrò uno di questi incontri, proprio oggi ho cercato di concordare una data con uno dei responsabili del Ministero che si occupa della certificazione accreditata all'interno del Ministero stesso. E' fondamentalmente una questione di spargere la voce all'interno del governo, dato che ci sono stati così tanti cambiamenti. Il nostro contatto precedente con il "vecchio" Ministero del Commercio e dell'Industria è appena stato trasferito ed è sparito senza lasciare traccia, così in una certa misura bisogna ricominciare tutto da capo.

Cosa vede nel futuro dell'ABCB?

Tim Inman: Siamo molto attivi all'interno dell'Europa ed in più sono il Presidente della Federazione Europea delle Associazioni degli Organismi di Certificazione. L'ABCB è attivo per opera di questa federazione e, attraverso loro, siamo attivi anche a livello mondiale.

Penso che ci siano molti aspetti secondari che ogni tanto saltano fuori, ma ritengo che al momento il tema più importante sia la nuova norma di accreditamento, che sarà seguita a ruota da una norma "sorella" dedicata alla competenza ed ai requisiti degli auditor. Anche in questo caso, sentiamo già suonare un campanellino d'allarme riguardo l'interpretazione di questa norma specifica, che è ancora in fase di sviluppo.

Cos'è che fa scattare questo campanellino d'allarme?

Tim Inman: Quello di cui abbiamo davvero bisogno è un auditor competente che sia molto ben preparato su cosa deve fare per condurre un audit della qualità decente.

L'auditor non ha bisogno di essere un esperto in ogni settore in cui effettua audit. L'esempio che usiamo al momento è che potremmo avere un auditor che è competente per fare l'audit di un panificio, ma gli attuali requisiti - come sembra che siano interpretati da alcuni enti di accreditamento - impongono che l'auditor debba essere un esperto nel fare il pane.

Tutto ciò è assurdo perché farà andare alle stelle il costo della certificazione accreditata senza portare assolutamente nessun beneficio.

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