ISO 22000 o GFSI?

Nella crescente preoccupazione riguardo la sicurezza alimentare nella filiera globale, sono emersi vari standard internazionali per la sicurezza alimentare. Quali di essi ha avuto maggior successo nel creare una convergenza mondiale? Ce ne parla Felicity Francis

Prima che negli ultimi decenni fossero sviluppati degli standard internazionali per la sicurezza alimentare, esistevano un gran numero di standard HACCP locali. C'erano enormi problemi, con attori differenti della filiera globale che chiedevano tutti degli standard diversi ai propri fornitori.

Geoff Spriegel, Direttore Global Standard al British Retail Consortium (BRC) spiega la logica alla base del BRC Global Standard for Food Safety: "Lo standard è stato sviluppato con l'intenzione di ridurre il numero e la frequenza degli audit da parte dei clienti cui le industrie alimentari erano soggette".

Nel 2005 la ISO 22000 venne pubblicata anche in risposta al bisogno di uno standard per la sicurezza alimentare internazionale ed indipendente e per armonizzare l'approccio HACCP (Analisi dei Pericoli e Punti di Controllo Critici). Intendendo soddisfare le esigenze di ogni segmento della filiera, lo standard confidava di migliorare la comunicazione tra le diverse componenti dell'industria alimentare e di integrare i sistemi per la sicurezza alimentare con i principi di gestione per la qualità. Ma la ISO 22000 è riuscita a compiere la propria missione?

 

Global Food Safety Initiative

Il Global Food Safety Initiative (GFSI) è stato fondato nel 2000 a fronte della richiesta di circa 30 Direttori Generali di retailer internazionali. Con l'obiettivo dichiarato di conferire fiducia a livello mondiale nella consegna di alimenti sicuri ai consumatori, l'iniziativa è stata creata sullo sfondo di varie crisi per la sicurezza alimentare, inclusa la BSE.

Catherine François, Senior Food Manager - Food Safety al CIES (il Forum per la Sicurezza Alimentare) racconta: "Abbiamo iniziato analizzando i vari standard, quali ad esempio gli standard dei retailer, gli standard individuali e gli standard disponibili su base pubblica e privata. Ci siamo resi conto che sarebbe stato molto difficile creare un unico standard mondiale, dato che ci sono così tante differenze a livello di cultura e storia. Il risultato è stato quindi uno schema nel quale mettiamo a confronto gli standard esistenti".

I quattro standard oggetto del benchmark che attualmente risultano conformi al GFSI sono il BRC, l'International Food Standard (IFS), il Dutch HACCP (HACCP olandese) e lo schema Safe Quality Food (SQF). Tuttavia, c'è un vuoto significativo dove la ISO 22000 dovrebbe collocarsi. Le sezioni mancanti alla ISO 22000 - quali i programmi di prerequisiti, i requisiti di accreditamento e le clausole che si occupano della proprietà - indicano che, nella sua versione attuale, la ISO 22000 non può essere oggetto di benchmark da parte del GFSI. In particolare, la ISO 22000 non contiene un elenco non esaustivo delle "buone pratiche di fabbricazione" presente nel documento guida GFSI.

Molte delle catene alimentari appartenenti alla grande distribuzione internazionale - quali Carrefour, Metro, Tesco e Wal-Mart - hanno reso pubblico il proprio supporto al GFSI. Un anno fa questi grandi retailer hanno deciso di implementare questi quattro standard nelle proprie filiere.

 

ISO 22000

Il BRC Global Standard for Food Safety, sviluppato nel 1998, è stato il primo standard per la sicurezza alimentare diretto dai retailer ed ha costituito le basi del processo di benchmarking adottato dal GFSI. Lo standard ha riscontrato molto successo nel Regno Unito e la sua certificazione è stata recentemente approvata da molti retailer USA ed anche in Paesi lontani come l'Australia. L'IFS, il Dutch HACCP e il SQF seguono in larga parte gli stessi principi del BRC.

Nonostante la ISO 22000 sia stata adottata da molti dei maggiori marchi alimentari - come Coca Cola, Nestlé e Danone - lo standard è ancora indietro.

Amanda McCarthy, Processing Scheme Manager alla CMi Certification, afferma: "La ISO 22000 non si è diffusa nella misura sperata, in gran parte a causa del perdurare del dominio degli standard dei retailer, quali IFS, BRC e SQF. Ma la norma ha ancora un potenziale immenso e può fornire grandi benefici alle aziende votate a consegnare sicurezza ai consumatori".

Altri sentono invece che la ISO 22000 ha bisogno di ottenere l'approvazione GFSI per avere successo. Geoff Spriegel asserisce che " La ISO 22000 ha bisogno di essere appoggiata dai retailer per assicurarsi una crescita e questo significa farsi approvare dal GFSI".

Ciò nonostante, la ISO 22000 ha dei vantaggi sul gruppo GFSI: è applicabile a tutte le fasi della filiera, mentre gli standard oggetto del benchmark GFSI sono indirizzati tutti dal commercio al dettaglio e si concentrano sulla produzione che inizia dopo che il prodotto ha lasciato la fattoria o l'azienda agricola.

Come riassume Amanda McCarthy: "La ISO 22000 ha un approccio integrato alla filiera, includendo gli imballaggi e gli impianti, i fornitori di prodotti chimici per alimenti e la ristorazione, il settore responsabile della maggior parte dei problemi di sicurezza alimentare riferiti".

Catherine François è consapevole che il GFSI ha bisogno di ulteriori sviluppi e sostiene "Il GFSI ha ancora tanto da fare sugli standard rivolti alla produzione primaria. Ci sono molte più parti coinvolte in quel segmento della filiera rispetto alle fasi di trasformazione e ci vorrà chiaramente del tempo per giungere ad un accordo."

La ISO 22000 riconosce che i problemi di sicurezza alimentare possano aver origine in ogni punto della filiera e pone molta enfasi sulla comunicazione sistematica e lo scambio di informazioni tra tutte le parti coinvolte. La sicurezza alimentare è considerata una responsabilità congiunta di tutte le parti che intervengono nella filiera.

Una critica alla ISO 22000 è che non è semplice da usare. Supreeya Sansawat di SGS riferisce di aver incontrato un certo atteggiamento: "Molte organizzazioni alimentari considerano la ISO 22000 come un livello più elevato di standard per la sicurezza alimentare e temono di imbattersi in difficoltà nell'implementarla".

Analogamente Theo Cieremans - Presidente del Dutch HACCP - asserisce che "La ISO 22000 è uno standard buono e valido, ma i requisiti potrebbero essere troppo elevati".

 

Il futuro della ISO 22000

Un gruppo di fabbricanti sta attualmente lavorando per creare un modulo ISO 22000, un documento di programma di prerequisiti (PRP), che possa essere usato insieme alla ISO 22000. I PRP sono le condizioni che devono essere stabilite nella filiera e le attività e le pratiche che devono essere eseguite per instaurare e mantenere un ambiente igienico-sanitario. Come afferma Catherine Francois: "La ISO 22000 arriverebbe così a soddisfare tutti i requisiti GFSI e probabilmente sarà sottoposta ad approvazione alla fine di quest'anno".

In ogni caso, anche se lo si considera separatamente dagli standard GFSI, sono in molti a predire che la ISO 22000 offirirà molto in futuro. Il GFSI è certamente riuscito nell'innalzare il profilo della sicurezza alimentare, ma la ISO 22000 è ancora uno sviluppo relativamente nuovo. Theo Cieremans concorda che "La ISO 22000 è ancora all'inzio del suo percorso, ma apporterà cambiamenti positivi nel futuro".

Ma allora possiamo davvero decidere quale tra la ISO 22000 od il GFSI sia il miglior passo avanti? A Geoff Spriegel l'ultima parola: "Il mondo delle aziende alimentari è un mercato enorme. A patto che uno standard contenga tutti gli elementi chiave per un sistema efficace, c'è posto per più di uno. Bisogna ricordare che lo standard corrente è solo una parte del processo. L'integrità della certificazione è fondamentale".