L'autunno 2005 ha assistito al lancio della ISO 22000, la nuova norma globale per la gestione per la sicurezza alimentare, che ambisce a diventare "La Norma" internazionale definitiva per l'industria alimentare. Tale norma richiede che un'organizzazione dimostri la propria abilità a gestire i pericoli per la sicurezza alimentare ed a fornire in modo continuativo prodotti sicuri che soddisfano sia i requisiti del cliente sia quelli della legislazione per la sicurezza alimentare.
In tutto il mondo la sicurezza alimentare rappresenta uno degli aspetti più importanti nella filiera alimentare e la ISO 22000 fornisce sia un'opportunità per raggiungere un'armonizzazione internazionale nel campo delle norme per la sicurezza alimentare, sia uno strumento su cui basare l'HACCP (Analisi dei Pericoli e Punti di Controllo Critici) - un approccio che anticipa e previene i pericoli associati agli ingredienti - lungo tutta la filiera alimentare come una norma adatta a tutti gli stakeholder dell'industria.
A differenza di altre norme simili, la ISO 22000 è stata formulata in modo da poter essere applicata a qualsiasi organizzazione della filiera alimentare, dai produttori primari, alle organizzazioni che si occupano di lavorazioni alimentari, stoccaggio e distribuzione, vendita al dettaglio e ristorazione, così come alle organizzazioni correlate quali i produttori di macchinari ed apparecchiature e di additivi. La si aspettava da tempo e non è il primo tentativo di introdurre una norma alimentare internazionale: molti dei tentativi precedenti non sono riusciti a penetrare trasversalmente nell'industria alimentare a causa di restrizioni settoriali o dell'adozione limitata in Paesi e continenti diversi.
La ISO 22000 può quindi ricoprire un ruolo prezioso nell'armonizzare l'approccio alle norme per la sicurezza alimentare ed allo stesso tempo riscuotere interesse da parte di tutti i settori della filiera alimentare. Lo dimostra l'attenzione che ha suscitato in tutto il mondo, con un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti di 14 Paesi, incluse organizzazioni quali la Global Food Safety Initiative e la Confederazione delle Industrie degli Alimenti e delle Bevande dell'Unione Europea (CIAA).
Una delle domande principali rimane la seguente: l'ISO 22000 diventerà semplicemente un'altra delle norme preferite in alcune aree del mercato globale, sotto la guida di alcuni produttori e distributori? Oppure potrebbe diventare la piattaforma dalla quale l'industria alimentare si dirigerà verso quelle sfide tutt'altro che irrilevanti che dovrà affrontare nei prossimi dieci anni?
Ci sono molti attributi positivi nella norma che devono essere ponderati da parte dell'industria: da un punto di vista strategico - in termini di commercio mondiale, tracciabilità e marchio, valori degli stakeholder - e da un punto di vista tattico - in relazione all'applicazione, a questioni concernenti la qualità e i consumatori. Con l'affinarsi delle richieste del mercato ed il divenire sempre più importante e diffusa l'esigenza di dimostrare di possedere le capacità tecniche e legali per la consegna di alimenti sicuri, la ISO 22000 potrebbe fornire un percorso certificato indipendente ad attestazione della conformità ai requisiti legislativi e di mercato.
Da un punto di vista pratico, tuttavia, ci si potrebbe chiedere perché i maggiori rivenditori, produttori ed altri fornitori dovrebbero affrettarsi ad adottare o richiedere la nuova norma come condizione di fornitura. Attualmente nel Regno Unito i distributori a marchio proprio sono in linea generale soddisfatti della quarta edizione della norma alimentare del British Retail Consortium (BRC), così come lo sono i distributori tedeschi e francesi della norma IFS, mentre la Eurep-GAP è un'ulteriore norma internazionale apprezzata in ambito di produzione agricola. Da molti anni ormai i distributori hanno sviluppato, sostenuto e progressivamente affinato queste norme affinché soddisfassero i propri requisiti particolari di dovuta cura e quelli di qualità del fornitore, con guide specifiche sulle buone pratiche produttive e sui livelli di conformità.
Tutto questo diviene ancor più rilevante quando si considera che la ISO 22000 non dispone di una guida dettagliata sui requisiti per le buone pratiche. Ciò non significa necessariamente, tuttavia, che le norme esistenti debbano essere in contrasto con la ISO 22000 o richiedere il raddoppiamento delle verifiche, se è possibile illustrare le buone pratiche di produzione esistenti e collaudate e se nel lungo termine c'è posto per un'accettazione alla pari.
Quale norma globale riconosciuta a livello internazionale, è probabile che la ISO 22000 si riveli interessante per un gran numero di società, a patto che contribuisca ad accrescere la dovuta cura, migliori i benefici commerciali e potenzialmente accresca la tutela del marchio con lo scopo generale che nel tempo divenga un segno riconoscibile di successo nel commercio business-to-business.
La disciplina ed il rigore della nuova norma hanno un valore riconoscibile per le organizzazioni grandi e multi-sito: questo aspetto è più probabile sia apprezzato dai maggiori produttori internazionali, di cui almeno una parte adotterà la nuova norma quale progressivo passo in avanti su cui fondare il corrente approccio alla sicurezza alimentare basato sull'HACCP.
Per altre organizzazioni, il valore della ISO 22000 in termini di reale innalzamento degli standard di prestazione sarà meno attraente delle opportunità potenziali che offre a livello di mercato, soprattutto per chi è fornitore di aree geografiche extra-europee, quali gli USA appunto, dove si avverte una certa mancanza di norme tecniche forti e con riconoscimento legale promosse da acquirenti ed altri gruppi specifici. D'altro canto la ISO 22000 per i produttori dei mercati emergenti, inclusi i nuovi ingressi nell'Unione Europea ed i Paesi dell'Estremo Oriente, offre un'importante opportunità di mostrare ai propri potenziali clienti di essersi innalzati verso il riferimento internazionale in termini di norme di gestione per la sicurezza alimentare.
Sebbene molta dell'attenzione sia stata fino ad oggi focalizzata sulla filiera produttiva, ci saranno anche opportunità e candidati per l'utilizzo della norma nei settori agricoli, distributivi, sanità, ristorazione istituzionale e turistica, tempo libero. Il beneficio principale della ISO 22000 è rappresentato dal fatto che non è prescrittiva per un dato ambito e che può essere adottata da tutti i settori dell'industria alimentare per dimostrare conformità ad una norma internazionale di gestione per la sicurezza alimentare.
All'interno del Regno Unito e negli altri Paesi dell'Unione Europea, stimoli e benefici più discreti potrebbero risiedere nel collegamento con la co-regolamentazione ed il concetto di "autonomia acquisita". A livello mondiale, la co-regolamentazione sta emergendo per i regolamentatori quale questione di primaria importanza per il 2006. Soprattutto nel Regno Unito, i regolamentatori stanno cercando dei modi per ridurre il peso che il far rispettare i requisiti applicabili comporta alle proprie attività, per poter focalizzare le proprie proprie risorse con maggiore efficacia, ad esempio su chi persiste o intenzionalmente mantiene prestazioni basse. Questo spostamento di enfasi permetterebbe alle aree comprovate dell'industria alimentare di auto-regolamentarsi mediante un'iniziativa di certificazione formale. La ISO 22000 potrebbe rivelarsi la norma base che permette a tutti i settori dell'industria di dimostrare le proprie credenziali nella gestione per la sicurezza alimentare.
Per molte società questo sarà un momento per osservare e valutare attentamente, man mano che i dettagli della norma emergono, vengono analizzati e discussi lungo tutta la filiera alimentare. La chiave per i dirigenti del marketing e della qualità consisterà nel determinare se la ISO 22000 per loro è la scelta giusta. Data l'influenza internazionale ed il supporto delle origini in comune con le norme ISO per la qualità, ci sono pochi dubbi che la ISO 22000 possa rapidamente divenire una norma importante ed influente.
L'autore:
David Edwards è il Direttore della CMi Consulting. Per ulteriori informazioni, contattare Mr Edwards per posta elettronica all'indirizzo e-mail: consulting@cmi-plc.com oppure telefonicamente al n° +44 1993 885600.
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