Sono sempre disponibili moltissime ricerche per fornirci fatti tangibili e cifre sulla certificazione e sulle norme, per citarne una: l'indagine annuale ISO.
Ma monitorare l'umore generale degli odierni Quality Manager è un'altra cosa. Basata su un'indagine postale del 2005 effettuata su 334 Quality Manager britannici, questa nuova ricerca a cura della Aston Business School è un barometro delle odierne attività industriali e commerciali ed analizza a fondo una gamma di esperienze e percorsi di carriera, soddisfazioni, aspirazioni ed esigenze di crescita professionale dei Quality Manager.
Poco più della metà del campione è entrato nel mondo del lavoro direttamente dalla scuola e la metà di essi ha lasciato gli studi all'età minima di 16 anni o ancor meno. Alcuni di coloro che hanno iniziato a lavorare così presto hanno successivamente studiato per conseguire qualifiche post-scolastiche: nel campione - globalmente - il 63% sono laureati, di cui circa la metà in possesso di lauree di grado accademico superiore. Le aree principali di qualifica tra i responsabili qualità sono ingegneria (53%) e scienze (ulteriore 29%). Solo l'8% ha una qualifica riconosciuta in gestione per la qualità. Oltre un quarto del campione ha seguito un apprendistato, mentre il secondo gruppo più numeroso è entrato in ingegneria; per i restanti ci sono stati primi impieghi molto differenti per es. tirocini di specializzazione, produzione, qualità, finanza e progettazione.
Pochi Quality Manager hanno iniziato le proprie carriere proprio in questo stesso ambito, acquisendo così esperienze piuttosto ampie e variegate in diverse funzioni fino all'impiego attuale. Il campione era diversificato rispetto alla durata dell'esperienza nel campo della qualità: infatti con metà di loro sono Quality Manager solo da 5 anni o meno, mentre il 50% lavora in ambito qualità da 15 anni o più.
Anche la dimensione dei reparti gestiti dai Quality Manager varia considerevolmente: il 49% ha 2 addetti o meno, il 5% ne ha 20 o più, nonostante la dimensione del reparto in un caso abbia raggiunto oltre 200 persone. L'80% dei manager ha un mansionario formale. La tipologia di attività di cui sono responsabili è varia; il 64% ha ulteriori responsabilità manageriali quali salute e sicurezza (24%) ed ambiente (18%).
E' stato loro chiesto quale sia l'aspetto che, nel ruolo attuale di Quality Manager, considerano il più importante nel proprio lavoro. La risposta più frequente è stata il miglioramento delle procedure (40%), seguita da consigli e suggerimenti sulla qualità (25%), ma hanno indicato svariati altri aspetti che considerano componenti-chiave del ruolo del Quality Manager.
Oltre la metà dei Quality Manager ha ricevuto obiettivi definiti per l'implementazione di miglioramenti, il 62% ha programmi di lavoro definiti volti al raggiungimento di tali obiettivi, ma solo il 32% ha dedicato risorse umane a tale attività. Le aree di responsabilità per i miglioramenti sono piuttosto diversificate, per es. progettazione di sistemi o organizzazione del lavoro. Per quanto concerne il controllo finanziario del proprio reparto, il 69% dispone di un budget separato ed il 58% ha il controllo di tale budget.
Ai Quality Manager è stato chiesto quali aspetti del loro impiego attuale offrano loro livelli di soddisfazione particolarmente alti o bassi ed opportunità di innovazione. Le opportunità per migliorare l'efficienza e risolvere problemi manageriali sono fonte di alta soddisfazione, mentre affrontare difficoltà lavorative, le ore di lavoro e le condizioni di lavoro fisiche sono aspetti meno soddisfacenti. E' stato loro chiesto anche di confrontare la propria situazione con quella di manager di altre aree della propria organizzazione. Nonostante il carico di lavoro, la varietà di lavoro e l'autonomia siano state ritenute sopra la media per i Quality Manager rispetto agli altri, le opportunità di carriera e di guadagno sono state giudicate meno favorevoli.
Nel loro lavoro alcuni Quality Manager hanno delle responsabilità riferite ai dipendenti, per esempio l'effettuazione di indagini annuali tra i dipendenti (42%) ed il soddisfare un'ampia varietà di esigenze formative (49%). La formazione dei dipendenti copre aree quali abilità e competenze per incarichi specifici, problematiche ambientali, procedure della qualità e sviluppo del dipendente. Il 39% dei Quality Manager inoltre svolge indagini sui clienti, in media ogni 9 mesi.
Altri strumenti per la qualità che sono utilizzati sono il brainstorming, le carte di controllo / controllo statistico di processo e l'analisi di Pareto, ma la maggior parte degli altri strumenti e tecniche sono utilizzate molto raramente. Questi risultati suggeriscono che la grande maggioranza dei manager oggetto dell'indagine non usano - e in verità potrebbero non esserne consapevoli - la varietà di strumenti e tecniche per la qualità oggi disponibili.
Che i Quality Manager abbiano o non abbiano usufruito di istruzione superiore, un'ampia percentuale apprezza le opportunità di sviluppo professionale continuo con il 76% che ha frequentato corsi esterni ed il 38% che ha usufruito di corsi interni. I corsi esterni più seguiti sono stati nell'ambito della ISO 9000 e nel management, mentre i corsi interni sono più frequentemente dedicati al management ed a programmi per la salute e la sicurezza. E' stato loro chiesto anche quale corso / argomento desidererebbero affrontare per il proprio impiego attuale e futuro. Per il loro impiego attuale desiderano studiare economia aziendale e management, seguiti dalle lingue, mentre per gli impieghi futuri le lingue erano al primo posto seguite da economia aziendale e management. E' forse sorprendente che così pochi dei manager ricerchino sviluppo professionale nell'area degli strumenti e tecniche per la qualità, dato che anche tra i laureati solo pochi dispongono di una laurea con specializzazione in ambito qualità.
Lo studio indica che i Quality Manager provengono da percorsi di studio variegati ed apportano nel proprio lavoro esperienze differenti derivanti da campi esterni alla qualità, tuttavia sembrano affidarsi a questi elementi abbinati all'esperienza "sul campo" all'interno del settore qualità per essere in grado di svolgere efficacemente il proprio ruolo di manager in ambito specialistico, piuttosto che progredire in una più ampia varietà di tecniche disponibili per la loro specializzazione attuale.
Per esempio, la varietà di tecniche per la qualità utilizzate dalla maggioranza è in qualche modo limitata ed anche se tre quarti dei manager hanno seguito programmi di sviluppo professionale continuo, questi sono stati prevalentemente su una norma sui sistemi di gestione (la ISO 9000) o sulla gestione generale. Inoltre, dato che solo il 38% ha frequentato corsi interni, sorge la domanda se le organizzazioni stiano o meno offrendo opportunità di sviluppo sufficientemente ampie ai propri Quality Manager sulle più recenti tecniche e strumenti per la qualità. Oltre il 70% dei partecipanti all'indagine hanno indicato che le proprie organizzazioni sono state oggetto di importanti cambiamenti negli ultimi due anni: è possibile che tali periodi "tumultuosi" non abbiano favorito l'offerta di formazione atta ad assicurare che i propri Quality Manager siano all'avanguardia nella propria professione. Questa disattenzione a livello di alta direzione può trovare eco nell'opinione di oltre il 50% dei Quality Manager, i quali ritengono che a livello direttivo ci sia una conoscenza inadeguata delle problematiche relative alla qualità.
L'indagine ci dice anche che quando ai Quality Manager è stato chiesto di descrivere come vedono il proprio futuro nell'organizzazione, la percentuale maggiore ha indicato "nessun cambiamento" (25%), nonostante per una minoranza la risposta sia stata "un lavoro più ampio " (10%) ed un altro 5% preveda invece di lasciare l'organizzazione attuale per un'altra.
Interrogati circa la loro prossima mossa ideale a livello di carriera il 12% ha risposto "consulenza", seguito da un 10% che ha risposto "pensione" e da un 8% "invariato"; tuttavia altri si sono rivelati più ambiziosi e desiderano un posto come Quality Director (6%) o semplicemente una promozione (4%). Tali risultati suggeriscono che esiste una percentuale preoccupante di Quality Manager con una carriera non dinamica, ma che ciò - almeno per qualcuno di loro - non sembra essere fonte di particolare insoddisfazione. Tuttavia, altri risultati indicano che la maggioranza dei Quality Manager analizzati sono molto soddisfatti di tanti aspetti del proprio lavoro e lo considerano in modo favorevole rispetto alla situazione di altri manager della loro stessa organizzazione.
Gli autori
Peter Burcher è Professore Associato senior in "Operations management" presso la Aston Business School di Birmingham (UK). Per informazioni: p.g.burcher@aston.ac.uk
Gloria Lee è una ricercatrice esterna presso la Aston Business School. Per informazioni: gloriaandnorman@aol.com
L'indagine
La maggioranza dei Quality Manager sono uomini, con 46 donne sul campione totale di 334 persone. L'età del campione varia da 26 a 70 anni, con una media di 49 anni rispetto al gruppo.
Il 57% dei manager lavora attualmente in aziende manifatturiere e produttive ed il resto nei servizi. Le loro società variano nelle dimensioni, con le piccole e medie imprese ben rappresentate dato che il 35% delle società sono nella fascia da 51 a 250 persone. Le sedi centrali di queste società sono per la maggioranza nel Regno Unito (62%) ed il resto soprattutto negli USA, Canada ed Europa Continentale.