Torna alla pagina precedente   Stampa la pagina corrente

Discretamente efficace?

La ‘lettera aperta’ di questo numero a cura di Anil Baid solleva alcuni aspetti interessanti riguardo i criteri che l'IRCA attualmente utilizza per certificare la competenza degli auditor. In questo articolo, il Direttore dell'IRCA Simon Feary spiega le basi dei criteri IRCA attuali e pone anche alcune domande ai lettori

Ci sono due aspetti che non dobbiamo perdere di vista se desideriamo formulare delle critiche alle prassi dell'IRCA. Il primo si riferisce alla nostra storia. Quest'organizzazione è stata creata allo scopo esplicito di sostenere la certificazione accreditata di terza parte. Ne consegue che i nostri clienti sono gli organismi di certificazione, le grandi organizzazioni alle quali si riferisce Mr Baid. Il secondo aspetto fa riferimento alla funzione dell'IRCA. Il nostro ruolo è di riconoscere e certificare la competenza e lo facciamo utilizzando una formula che un'ampia varietà di stakeholder interessati concorda essere valida. Tale formula è basata sulla norma ISO 19011, la linea guida sugli audit.

Come per tutte le attività che operano senza un mandato sancito da leggi, l'IRCA offre un servizio che gli utenti possono decidere se utilizzare o meno, a seconda del valore che ritengono esso possa apportare loro. L'avere più di 13.000 auditor attualmente certificati provenienti da oltre 100 Paesi indica che tale valore è ampiamente riconosciuto, sia in termini geografici che numerici. Che si tratti solo di 13.000 quando il potenziale nell'ambito della valutazione della conformità corrisponde probabilmente a molte volte tale cifra è conseguenza dell'aver stabilito uno standard a cui non tutti possono pervenire, ma anche che i nostri criteri di ingresso non sono appropriati per chiunque potrebbe essere, in pratica, competente. Ovviamente questo è il punto di vista di Mr Baid.

Un dibattito serio

Nel settore della certificazione degli auditor attualmente è in corso un dibattito riguardo a come si possa meglio dimostrare la competenza degli auditor. E' un dibattito particolarmente vivace, stimolato sia dalla recente emissione della norma ISO 17024 che fornisce requisiti al riguardo, sia da parte di uno degli altri più grandi organismi di certificazione di auditor che ha abbandonato il modello di certificazione tradizionale, basato sulla ISO 19011, ed insiste che esiste un solo mezzo adeguato per dimostrare la competenza, cioè mediante un'esamina valida ed indipendente delle abilità e delle competenze tecniche.

Dimenticatevi - loro dicono - fattori di input quali la formazione, le qualifiche accademiche, le esperienze lavorative, il numero di audit effettuato, ecc. Tutto ciò è ritenuto di importanza trascurabile. Solo un esame, condotto in modo indipendente, dell'applicazione di abilità e conoscenze può essere accettato quale vero indicatore della competenza. Ciò che accende il dibattito è il fatto che gli utilizzatori degli auditor, cioè gli organismi di certificazione, sono profondamente scettici verso questa nuova ideologia. Da un lato, ci sono coloro che hanno interessi accademici e non finanziari in questo nuovo approccio e sono ragionevolmente a suo favore. D'altro lato, vi sono coloro che notano i costi aggiuntivi - che sono una conseguenza necessaria del valutare realmente le prestazioni di qualcuno, in genere sul campo - e che devono trovare il modo di assorbire o trasferire questi costi sui propri clienti. E la maggior parte di tali clienti ignora o non è interessata alla questione delle metodologie che sottendono la competenza degli auditor e non è affatto sicura che l'equazione costo-beneficio sia favorevole a questo cambiamento.

Certificatamente competente

I presupposti di lunga data riguardo il modo in cui misuriamo le competenze sono messi alla prova e contestati: ciò è salutare e ben accolto. Tuttavia, prima di farci trasportare dalla foga e di affrettarci a bollare le prassi correnti di valutazione e certificazione come non sufficientemente buone, dobbiamo considerare il contesto e le costrizioni entro cui noi, organismi di certificazione del personale, e gli organismi di certificazione che utilizzano gli auditor da noi certificati operiamo.

I metodi che usiamo per valutare e certificare le competenze degli auditor non sono perfetti, ma i costi sono accettabili e la prassi produce realmente notevole valore. Ho recentemente affermato che non è la competenza degli auditor ciò di cui dovremmo essere principalmente preoccupati, quanto invece le prassi degli organismi di certificazione e (la mancanza di) controllo esercitato dagli enti di accreditamento. Comunque può succedere che, come componente di un'attesa riflessione sulle modalità in cui la certificazione accreditata è controllata, noi organismi di certificazione del personale decideremo di aver bisogno di operare in modo diverso, magari secondo una differente formula certificativa. Questa potrebbe essere una risposta alle preoccupazioni di Mr Baid.

Dibattito

Questo è il punto di vista dell'IRCA. Altri potrebbero pensarla diversamente; per questo motivo sarò lieto di ricevere le risposte dei nostri lettori alle seguenti domande:

1. Ritiene che gli attuali criteri di certificazione dell'IRCA siano efficaci nella valutazione delle competenze?

2. Il canone della certificazione include tutte le maggiori categorie di auditor che effettuano audit di sistemi di gestione?

3. Ritiene che potrebbe essere migliorato? Se sì, come?

4. Nel caso i miglioramenti implichino costi più alti, i richiedenti sono pronti ad accettare un aumento? Se sì, di quanto?

Cliccare qui per inviare le proprie risposte.

©2005 IRCA Ltd. Tutti i diritti riservati www.irca.org Contattaci Abbreviazioni

Prima pagina  
Articoli arrow
Ultime notizie
Opinioni